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Articolo: Chi ha inventato i Tabi? Origini e storia

Who Invented Tabi? Origins and History

Chi ha inventato i Tabi? Origini e storia

I tabi fanno parte degli indumenti tradizionali giapponesi più emblematici. Queste particolari calze, caratterizzate dalla separazione tra l’alluce e le altre dita, hanno attraversato i secoli, dai primi artigiani del Giappone antico fino alle passerelle della moda contemporanea. Ma chi ha realmente inventato i tabi? Per rispondere a questa domanda, è necessario immergersi nella storia culturale e artigianale del Giappone, dove tradizione, commercio e innovazione si sono intrecciati per dare vita a questo accessorio unico.

Che cosa sono i tabi?

Definizione e caratteristiche principali

I tabi sono calze tradizionali giapponesi progettate per essere indossate con sandali come gli zōri o le geta. La loro particolarità risiede nella separazione tra l’alluce e le altre dita, che consente una maggiore stabilità e un miglior supporto della calzatura.

Tradizionalmente realizzati in cotone bianco, i tabi erano considerati un segno di raffinatezza e venivano indossati da samurai, nobili e persone di alto status sociale. Oggi esistono in una grande varietà di colori e forme, adatti sia alle cerimonie tradizionali sia agli usi moderni.

L’origine dei tabi

Le prime tracce nel Giappone antico

Le prime testimonianze di indumenti simili ai tabi risalgono al periodo Heian (794–1185). In quell’epoca, gli aristocratici indossavano calze in seta che anticipavano il design dei tabi. Servivano sia come protezione sia come simbolo di status sociale.

Gli artigiani e le prime famiglie di produttori

Nel corso dei secoli, gli artigiani giapponesi specializzati nel tessile hanno perfezionato la produzione dei tabi. Intere famiglie si dedicavano alla loro realizzazione, soprattutto a Kyoto ed Edo (l’attuale Tokyo). Ogni paio veniva fatto a mano, adattato alla misura del piede del proprietario e spesso considerato un oggetto di lusso.

Questi artigiani non sono conosciuti individualmente, ma il loro sapere collettivo ha dato forma ai primi tabi così come li conosciamo oggi.

L’influenza degli scambi commerciali e dei materiali importati (come il cotone)

L’introduzione del cotone in Giappone, attraverso le rotte commerciali con Cina e Corea, ha profondamente trasformato la produzione dei tabi. Più accessibile e pratico rispetto alla seta, il cotone ha permesso una progressiva diffusione di queste calze. Non erano più riservate solo alle élite, ma anche accessibili a mercanti, artigiani e abitanti delle città.

I pionieri e i creatori dei tabi moderni

La nascita dei jika-tabi e l’innovazione di Tokujirō Ishibashi (inizio del XX secolo)

Se i tabi tradizionali affondano le loro radici nell’artigianato antico, la loro versione moderna, chiamata jika-tabi (“tabi da esterno”), è nata all’inizio del XX secolo.

Fu Tokujirō Ishibashi, fondatore della società Bridgestone, ad avere l’idea di adattare i tabi aggiungendo una suola in gomma. Ispirato dalla sua esperienza nella lavorazione della gomma (produceva pneumatici), creò un modello resistente, ideale per operai, agricoltori e lavoratori edili.

Questa innovazione ha trasformato i tabi in vere e proprie calzature, unendo tradizione e funzionalità moderna. I jika-tabi sono ancora utilizzati oggi in alcune professioni, poiché offrono un’eccellente aderenza e una grande libertà di movimento.

Dal tabi tradizionale al tabi industriale

Con l’industrializzazione del Giappone, la produzione dei tabi è progressivamente passata dai laboratori familiari alle fabbriche, permettendo la produzione in serie e la riduzione dei costi.

Si può quindi dire che i tabi abbiano due grandi “inventori”:

  • Gli artigiani anonimi del Giappone antico, che hanno posto le basi di questa calzatura unica.
  • Tokujirō Ishibashi, che ha trasformato il tabi in un prodotto industriale e pratico, integrato nella vita quotidiana moderna.

I tabi oggi

Oggi i tabi continuano a esistere in diverse forme:

  • Nella cultura tradizionale: sono ancora indossati durante le cerimonie, con il kimono o nelle arti performative come il teatro Nō o Kabuki.
  • Nel mondo del lavoro: i jika-tabi restano popolari tra alcuni lavoratori giapponesi, apprezzati per il loro comfort e la loro resistenza.
  • Nella moda contemporanea: stilisti come Maison Margiela o Yohji Yamamoto hanno reinterpretato i tabi, trasformandoli in calzature d’avanguardia che conquistano un pubblico internazionale.

Così, quello che un tempo era un semplice indumento pratico è diventato un simbolo culturale ed estetico, capace di attraversare i secoli e adattarsi alle tendenze.